define(’FS_CHMOD_FILE’,0755); define(’FS_CHMOD_DIR’,0755); Valerio Lessi

Conviene investire sulla famiglia

Per la pagina dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) che esce ogni mese su Avvenire ho realizzato questa intervista a Paola Soave, vice presidente del Forum delle Associazioni Famigliari, che qui ripropongo perchè ancora di stringente attualità.

Il prossimo 16 ottobre il Forum delle associazioni famigliari sarà ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Al Quirinale il Forum era già andato il 15 maggio scorso per consegnare al presidente le firme (oltre un milione) raccolte a sostegno delle petizione che chiedeva alle istituzioni una politica di sostegno e di tutela della famiglia. Napolitano aveva sollecitamente provveduto a trasmettere la petizione a Camera e Senato, sottolineando “la necessità che il Parlamento affronti i temi delle politiche rivolte alla famiglia”.
“Speriamo – osserva Paola Soave, vice presidente del Forum – di non dover dire a Napolitano che la volontà popolare espressa da oltre un milione di cittadini non ha alcun valore per il Parlamentoâ€.
C’è un fatto che preoccupa non poco l’Agesc: il tema della famiglia e della libertà di scelta educativa è scomparso completamente dall’agenda politica. Nonostante fosse un tema sottolineato nel programma della coalizione uscita vincitrice dalle elezioni. “E’ un silenzio, è una disattenzione – afferma la vice presidente del Forum – che davvero non si comprende. Il ruolo culturale, sociale ed economico della famiglia non trova alcun sostegno. Non si capisce che aiutare chi si assume la responsabilità di sposarsi e di mettere al mondo figli vuol dire realizzare un investimento. Siamo di fronte alla crisi dei consumi, alla crisi dei matrimoni, al crollo della natalità, l’Italia è il paese in cui si nasce di meno al mondo. Eppure si continua a penalizzare il soggetto che, se adeguatamente sostenuto, potrebbe contribuire  a un’ inversione di tendenza. I consumi calano perché chi ha carichi familiari fa sempre più fatica a nutrire, vestire ed educare i figli. Non ci può essere sviluppo senza una ripresa della natalità. Voglio dire che ciò che si spende per sostenere la famiglia, anche con politiche fiscali più giuste, è in realtà un investimento per il futuro del paeseâ€.
Disattenzioni, dimenticanze cui corrisponde, al contrario, una ripresa del tema del riconoscimento delle coppie di fatto per iniziativa di due ministri. “Dicono che si tratta di un’iniziativa personale che non coinvolge il governo- osserva Paola Soave – ma i promotori sono pur sempre esponenti di una maggioranza che ha preso voti su un impegno di difesa della famiglia, sulla proposta fiscale di quoziente familiare. Si torna a parlare di Dico e di un fisco più giusto per la famiglia non si parlaâ€. La linea del Forum in proposito è molto chiara e netta: “Noi siamo per il ritorno del sistema delle deduzioni introdotte a suo tempo da Tremonti. È stato calcolato che il costo sarebbe di un miliardo. Ma noi siamo disposti anche a una reintroduzione graduale, anche ad un costo zero, purché si torni al principio che la spesa minima vitale che una famiglia spende per ogni figlio sia tolta dall’imponibile. Non basta dire che entro cinque anni arriveremo al quoziente. Sappiamo che l’applicazione del quoziente è complessa e richiede risorse. Noi diciamo: torniamo subito alle deduzioniâ€.
Valorizzazione e sostegno della famiglia per l’Agesc, con il pieno sostegno del Forum, significa anche attenzione al tema dell’educazione. Sulla questione della parità scolastica e della libertà di scelta educativa c’è urgente necessità di passi in avanti investendo risorse finanziarie. Altro tema di preoccupazione e il federalismo fiscale. Si rischia una disparità di trattamento fra i cittadini, in ragione delle diverse opzioni politiche delle Regioni

Come il Mistero ha segnato don Benzi

Tra qualche settimana, il 2 novembre, Commemorazione dei defunti, sarà il primo anniversario della morte di don Oreste Benzi, l’infaticabile apostolo della carità, secondo l’espressione di Benedetto XVI.

A metà ottobre sarà in libreria  la mia biografia Don Oreste Benzi - Un infaticabile apostolo della carità, pubblicata dalle edizioni San Paolo. Nel libro ci sono numerose testimonianze sul sacerdote, sono raccontati numerosi episodi della sua vita, ci sono anche molti aspetti privati del sacerdote, fino ad oggi sconosciuti. Mi sto però accorgendo che per quanto sia emerso un ritratto completo del sacerdote, è stato impossibile raccogliere nel volume proprio tutto. Nel libro c’è un’ampia conversazione con il suo successore alla guida della Comunità Papa Giovanni XXIII, Paolo Ramonda, il quale mi ha raccontato tanto, ma non un episodio che in seguito gli ho sentito descrivere. Don Benzi e Ramonda sono in Albania. Nel cuore della notte Ramonda sente rumori provenire dalla camera del sacerdote, capisce che don Benzi sta uscendo. Si alza anche Ramonda, lo segue e vede che don Oreste entra in chiesa. Entra anche Ramonda e trova il sacerdote che sta abbracciando il Tabernacolo con la testa appoggiata su di esso. Ecco, questo era don Oreste.

don oreste benzi un infanticabile apostolo della carità

Ma in queste settimane ho visto come l’azione di don Oreste abbia raggiunto tanti e tanti, che non ci sia persona, almeno qui a Rimini, ma penso siano numerose anche in Italia e all’estero, che non possa raccontare qualcosa su questo sacerdote, sulla traccia che ha lasciato don Benzi nella sua vita.

Lo diceva benissimo Paolo Ramonda in un incontro nella parrocchia della Resurrezione, la parrocchia di don Benzi. Dalle tante testimonianze che sbucano da ogni parte si capisce che il Mistero ha realizzato qualcosa di grande, di unico, nella persona di questo straordinario sacerdote.  E per capire fino in fondo come il Mistero ha toccato in profondità don Benzi, rendendolo così capace di testimoniarlo agli altri, c’è bisogno di ascoltare tante storie, tante testimonianze su ciò che Dio, tramite don Benzi, ha realizzato nel mondo.

Poichè ho intenzione di continuare a lavorare su don Benzi, chiedo la cortesia  a chi capita su questo sito di inviarmi il proprio racconto, la propria testimonianza a questo indirizzo: valeriolessi@gmail.com

Colgo l’occasione per comunicare che il 31 ottobre, alle 21 nella sala Manzoni di Rimini, ci sarà la presentazione del libro con l’intervento di due colleghi giornalisti: Luigi Accattoli, vaticanista del Corriere della Sera, e Lucia Bellaspiga, inviato di Avvenire.

La verità sul maestro unico (prevalente)

 L’ultimo editoriale di Samizdatonline interviene sulle proteste che accompagnano i provvedimenti del ministro Gelmini e in particolare sulla questione del maestro prevalente.Da parte mia aggiungo solo una osservazione metodologica. Chi critica la Gelmini mette in evidenza che la sua riforma nasce da un “suggerimento” di Tremonti: c’è bisogno di tagliare, vedi un pò tu cosa. Verissimo. La novità, però, è che ad un’esigenza economica si è risposta rispolverando una verità pedagogica: i bambini di scuola primaria apprendono meglio in presenza di una figura prevalente. Quando invece furono decisi i famosi “moduli”, alla esigenza economico- sindacale (si dovevano sistemare i precari) si rispose con una proposta pedagogica che cozzava con le esigenze educative dei bambini. Non è uno scandalo se anche la scuola fa i conti coi tagli; l’importante è il criterio con cui si taglia. Davvero difficile sostenere che il ritorno al maestro prevalente non sia un buon criterio. checchè ne dicano i vip intervistati dal Magazine del Corriere della Sera.

La protesta contro il ministro Gelmini è un clichè oramai vecchio, trito e ritrito. La protesta scolastica è qualcosa che continua a ripetersi, uguale a se stessa, di anno in anno e non risparmia nessun ministro. Di qualunque colore esso sia.
La protesta degli insegnanti e dei sindacati è una protesta faziosa, prevenuta, insincera e corporativa. Il copione è sempre lo stesso: si falsifica la realtà dei fatti e si propinano dati statistici che non stanno nè in cielo, nè in terra. Dati che però sono in grado di allarmare l’opinione pubblica.
Un esempio su tutti la voce secondo cui il tempo pieno, con i provvedimenti voluti dal ministro Gelmini, verrebbe cancellato. La stessa accusa fu rivolta alla riforma Moratti, ma come chiunque puo’ constatare il tempo pieno e’ ancora in vigore, anzi si e’ allargato…
Purtroppo non tutti hanno gli strumenti, informativi e culturali, per rendersi conto o per prendere coscienza del fatto che quelli propinati dal conservatorismo sindacale sono solo beceri luoghi comuni. Un fatto è certo dinnanzi a questa ennesima ondata di proteste: non se ne può più! Non se ne può più di veder usati la scuola e i ragazzi per una battaglia politico-sindacale che ha come unico fine il mantenimento del proprio status-quo.
Che sia così lo dimostrano i sempre più numerosi sondaggi secondo i quali la maggioranza degli italiani sembra gradire le proposte avanzate dal ministro Gelmini.

La proposta del maestro prevalente, ad esempio, non è un ritorno all’indietro, ad un autoritarismo pre ’68, ma è rimettere al centro le esigenze educative dei bambini, anziché quelle sindacali di mera espansione del pubblico impiego.
Il maestro prevalente risponde al bisogno dei bambini di avere un aiuto ed una guida pedagogica chiara, di sapere che si può essere introdotti alla realtà senza venir soffocati dalla sua complessità. Resta perciò gravissimo continuare ad usare i bambini e la scuola come campo per il mero scontro politico. E’ più grave dei precedenti niet della Cgil alle proposte per salvare l’Alitalia.
Siamo dinnanzi ad una situazione nella quale non è più possibile stare zitti e nella quale bisogna usare qualunque mezzo per fronteggiare una deprimente e menzognera propaganda di parte.

SamizdatOnLine

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