Giorgio La Pira. La fede cambia la vita e la storia

«Nulla può essere capito di Giorgio La Pira se non è collocato sul piano della fede». Così hanno detto dell’uomo che è stato docente universitario in mezzo ai giovani, uno dei padri della Costituzione italiana, deputato e sottosegretario, sindaco di Firenze attento alle attese della povera gente, instancabile fautore di un dialogo di pace fra Est e Ovest, fra Nord e Sud del mondo negli anni ancora dominati dai muri e dai blocchi. Approfondisci

San Charbel. Dio solo basta alla vita

San Charbel è un monaco e un eremita, apprezzatissimo taumaturgo, conosciuto come il “Padre Pio” del Libano. Non ha lasciato trattati teologici, non ha avviato opere sociali o movimenti spirituali, non ha fondato congregazioni, ma la chiave della sua vita è la ricerca della santità, cioè la conformità a Cristo realizzata nella contemplazione, nella preghiera, nella lettura dei Vangeli, nel lavoro della terra e nel digiuno. Approfondisci

Hélder Câmara. Fedeltà a Cristo e ai poveri

Una biografia dell’arcivescovo di Recife, per ripercorrerne tutto l’arco della vita (1909-1999). Giovanni Paolo II, nel 1980, quando incontrò Câmara nella sua diocesi, lo salutò con l’espressione: «Fratello dei poveri, fratello mio». Fu il maggior riconoscimento che ricevette mentre era in vita, dopo anni di sospetti sulla sua identità di «vescovo rosso».

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Il fascino di una vita. Sant’Agostino Roscelli

Un tocco, una carezza tanto da far pendere il quadro che lo ritrae. È questa l’esperienza che, più volte al giorno, è capitata nella Curia di Buenos Aires al ritratto di sant’Agostino Roscelli al passaggio del cardinale argentino divenuto Papa. Perché un povero sacerdote italiano è uno dei santi venerati da Papa Francesco e non solo da lui? Che cos’ha di straordinario questo umile prete ligure per entrare nel cuore di chi lo accosta? Approfondisci

Le Maestre Pie dell’Addolorata. Passione per l’educazione

Le Maestre Pie dell’Addolorata sono religiose che in Italia, Stati Uniti, Messico, Brasile, Bangladesh e Zimbabwe si spendono per ogni vita che incontrano: che siano i bambini e giovani delle scuole o delle case famiglia; che siano i disabili o gli anziani di un pensionato; che siano le donne a cui offrire un lavoro dignitoso. Denominatore comune del loro servizio è la gioia o, come la chiamava la Beata Elisabetta Renzi, fondatrice dell’Istituto, l’allegrezza di spirito. Approfondisci