La verità su Eluana
Dopo tanto tempo in cui per forza di cose ho trascurato questo mio blog, sento il bisogno di non tacere.
Eluana è morta, Eluana è stata uccisa. Dio l’abbracci per l’eternità ed abbia pietà dell’Italia che vive uno dei momenti più bui della sua storia.
Di fronte alla tragedia di cui tutti siamo stati impotenti testimoni, il primo gesto umano è la preghiera. Ma proprio perchè della nostra umanità l’uso della ragione (così negato in tutta la vicenda) è dimensione fondamentale, non ci si può sottrarre ad un giudizio. La verità nella carità . E la verità – poiché non coincide con il sentimentalismo e il politicamente corretto – può apparire scomoda, se non crudele. La verità nella carità . Altro che il silenzio invocato dai tanti sepolcri imbiancati che hanno contribuito alla fine tragica della vita di Eluana. Questo è il momento di parlare.
La prima operazione di verità è sapere cosa sia esattamente successo  in quella stanza della casa di riposo di Udine. Ci conforta che sia stata disposta l’autopsia, che siano in corso accertamenti. Ma quanti avrebbero voluto Eluana ancora in vita devono vigilare contro i prevedibili tentativi di insabbiamento o di interessato silenzio.
La seconda verità da stabilire è che da chi sia venuto il vulnus alla Costituzione. Non ci riferiamo solo alla questione di chi debba valutare la necessità e l’urgenza di un decreto: uno studente di giurisprudenza al primo anno sa che quanto è stato detto in questi giorni contrasta palesemente con quanto è scritto sul suo manuale. Crediamo che nella Costituzione, spesso trasformata in un feticcio, non ci siano articoli e commi che consentano la morte per fame e sete di una persona umana. Vogliamo dire una cosa vera? Il decreto salva - Eluana avrebbe fatto onore alla Costituzione
italiana.
Tra le tante tragiche sciocchezze udite in questi giorni c’è anche quella secondo cui la politica avrebbe dovuto fare un passo indietro. E di che si deve occupare la politica se non di garantire il diritto alla vita di una persona inerme e indifesa?
Ecco allora che l’operazione di verità impone di riconoscere che per il Pd, erede della tradizione comunista e del cattolicesimo di sinistra, si sta avverando all’ennesima potenza la profezia del filosofo Augusto del Noce: è diventato un partito radicale di massa (a questo punto neanche tanto di massa). Un partito amorale, senza identità , culturalmente subordinato a Pannella e al suo individualismo cinico e arrogante. Questa deriva radicale del Pd è un dramma per la politica italiana.
Purtroppo, tranne qualche lodevole eccezione, anche i cattolici dentro il Pd si sono accodati senza troppi problemi al nichilismo benpensante di Veltroni e soci, con tanti saluti “all’unità sui valori che deve prevalere sulla militanza negli diversi schieramentiâ€.
Colpisce che in costoro non ci sia la minima consapevolezza dell’enormità di quanto è accaduto. Questa vicenda è davvero un crinale decisivo nella storia del nostro Paese: la vita e la morte, la civiltà e la barbarie. Da come si reagirà , fin da oggi, a ciò che è accaduto dipende il futuro dell’Italia. Tra amarezze e sconforti, non mancano le luci di speranza: dalle semplici  suore Misericordine di Lecco ai tanti italiani che hanno partecipato a marce, veglie, rosari, momenti di preghiera in tutta la penisola. L’azione educativa del cristianesimo in molti ha lasciato una traccia. È il punto da cui ripartire.