define(’FS_CHMOD_FILE’,0755); define(’FS_CHMOD_DIR’,0755); Valerio Lessi » La potenza e la veritĂ  della tradizione cristiana

La potenza e la veritĂ  della tradizione cristiana

Dalla congregazione delle Figlie del Crocifisso ho ricevuto l’incarico di scrivere la biografia, per i tipi della San Paolo, di don Giovanni Battista Quilici, un sacerdote di Livorno vissuto nell’Ottocento, del quale è in corso la causa di beatificazione.

Le suore mi hanno sommerso di una cospicua documentazione che ho cominciato a spulciare. E subito sono emerse piacevoli sorprese che mi hanno portato a riflettere sulla potenza della tradizione cristiana. Mi spiego con due esempi.

Nella Livorno dell’Ottocento, un porto di mare, un crocevia di razze, lingue e culture diverse, era fiorente il fenomeno della prostituzione. E don Quilici si diede anima e corpo per liberare quelle donne dalla schiavitĂą alla quale erano costrette, fino a trovare soluzioni di vita e lavoro per quelle che volevano abbandonare il mestiere, fino a impiegare i propri soldi e quelli che raccoglieva dai benefattori, fino a incontrare l’ostilitĂ  dell’ambiente circostante. Insomma, viene spontaneo paragonarlo a don Oreste Benzi. Ho avuto poi un vero e proprio sobbalzo quando in una vecchia biografia di don Quilici ho letto che quel sacerdote aveva logorato la tonaca per soccorrere chiunque avesse bisogno. Avendo avuto una parte fondamentale nel creare l’espressione “don Benzi, il prete dalla tonaca lisa”, lo spontaneo paragone ha avuto un’altra conferma. Mi sarebbe piaciuto poter raccontare a don Benzi di questo suo confratello dell’Ottocento che si era avventurato lungo i suoi stessi sentieri. Ricordo benissimo quando, con grande soddisfazione, mi fece notare come nel decreto di riconoscimento pontificio della sua comunitĂ , ci fosse il riferimento esplicito all’impegno per la liberazione delle prostitute. Don Benzi infatti temeva che quell’aspetto della sua geniale caritĂ  fosse ostacolato da moralismi e malintesi perbenismi. Penso gli avrebbe dato conforto scoprire che in fondo non faceva altro che attualizzare una tradizione avviata da altri sacerdoti in tempi e circostanze diverse.

Don Quilici era un infaticabile apostolo, non ha lasciato molti scritti. Tra i pochi, un’omelia sulla ragionevolezza della fede, nella quale usa un argomento che piĂą di un secolo dopo avrebbe usato quel grande educatore che è stato don Luigi Giussani. Il fondatore di Comunione e Liberazione amava raccontare lo scontro dialettico vuto con il professore di filosofia del liceo Berchet di Milano il quale sosteneva la non ragionevolezza della fede. Di fronte alle obiezioni illuministe di quel docente, Don Giussani usò un argomento fondamentale: forse perchè non sono mai stato in America, devo concludere che l’America non esiste? Leggete ora quale argomento usava don Quilici per controbattere la stessa riduzione della conoscenza a ciò che si vede con i propri occhi: “Voi adunque andate dicendo che non è da uomo prudente il credere se non quel che si fa vedere per pratica dimostrazione. Voi dunque non credete nulla se non quel tanto che vi passa sotto la vista. Grande stoltezza è la vostra!
Voi, mettiamo il caso, non siete mai uscito dal vostro paese ove siete nato; voi dunque non crederete che ci sia piĂą mondo di quel che scoprite nel vostro emisfero.
Non crederete che ci sia l’Asia, né l’Africa, né l’America, né dell’Europa crederete più di quel che si scopre nel vostro orizzonte.
Ma veniamo anche più avanti. Voi credete per certissimo senz’ombra di dubbio di essere figliuolo di quell’uomo che chiamate ora padre; eppure voi non avete veduto ch’egli sia stato il vostro genitore; e voi ciò asserite perché ve l’assicura quella donna che chiamate ora madre. Ma secondo la vostra massima, voi non dovete neppure credere a questa donna che avete per madre, perché può darsi ch’ella vi inganni e che a voi sia avvenuto ciò che ad altri successe: che v’abbia cambiato la balia.
Può egli darsi piĂą grande sciocchezza e stortura?”

Sono rimasto davvero impressionato da questa consonanza di argomentazione (fino allo stesso esempio) e credo con me lo potranno essere quanti hanno qualche familiaritĂ  con l’insegnamento di don Giussani. A me sembra che sia appunto il segno della potenza e della veritĂ  della tradizione cristiana, che la genialitĂ  educativa di don Giussani ha saputo rendere metodo.

5 Responses

  1. impressionante !!!!!!!!!!!!!!

  2. Alla luce di quello che hai scritto rifletto sugli ultimi terribili omicidi perpetrati ai danni delle donne.Gli omicidi riescono a nascondere a se stessi l’abominio che hanno compiuto:non avevano ragioni per farlo e si comportano come se non l’avessero fatto.

  3. Valerio questo aspetto del tuo lavoro è veramente affascinante. La veritá è ciò che ci fa sentire vicino gli uomini di qualsiasi periodo.

  4. E’ intellettualmente interessante, al di lĂ  che si ritenga valido o meno l’argomento, ma la teodicea ha sempre portato pochi santi alla Chiesa… per quanto molti siano i santi che hanno scritto di teodicea :-)

  5. Che fortuna poter leggere i segreti di una vita da una ricca documentazione!
    Bellissimo il particolare che riporti!

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