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Don Benzi, piccola antologia quasi “inedita”

Per Ariminol, giornale online di Rimini, ho compilato una piccola antologia degli scritti di don Oreste Benzi, che qui ripropongo perchè aiutano a cogliere aspetti della personalità del scerdote riminese che spesso sono trascurati dai grandi mezzi di informazione. Gli interessati potranno leggere su Ariminol molte altre cose su don Benzi, proposte con uno sguardo diverso da quello dominante. Segnalo in particolare l’editoriale e l’intervista a Vittorio Tadei, imprenditore di successo e seguace di don Oreste.

Chi seguo
I membri della comunità non seguono la virtù della povertà, ma Cristo povero, cioè totalmente figlio del Padre, tanto da non riporre la fiducia nelle cose o in se stessi. Inoltre noi seguiamo Cristo servo che non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte di croce. E seguiamo Cristo sofferente che espia su di sé il peccato del mondo e condivide la vita degli uomini a partire dagli ultimi.

Il disegno
Tutta la nostra azione è fondata sulla precarietà ed è un modo di fare in contrasto con la mentalità del mondo. Ci accusano di essere degli sciagurati, a me rimproverano di non tenere i piedi per terra. Ma quale terra, rispondo io, quella di Dio o quella degli uomini? Seguendo Cristo servo e Cristo povero noi capiamo che solo il Signore ha il progetto di crescita della Chiesa. A noi è concesso di fare piccoli passi e solo dopo molto tempo comprendiamo il disegno verso il quale quei passi erano ordinati. Nel 1958 ero negli Stati Uniti e il vescovo della diocesi di Hartford, dove ero andato per raccogliere fondi, mi impedì di fare la colletta. Sembrava che tutto andasse a rovescio. Nella meditazione dicevo al Signore: sono venuto per Te, perché va tutto a rovescio? Mi è venuta in mente la facciata di San Petronio a Bologna, coi suoi mattoni ad angolo. Ho pensato: i muratori avranno ritenuto pazzo l’architetto che li costringeva a posare i mattoni in quel modo. Ma loro non potevano capire perché mancavamo del disegno generale, che unicamente l’architetto possedeva. Solo alla fine hanno capito l’armonia del progetto.

Io peccatore
Rimango sempre sbalordito dall’amore di chi, nelle case famiglia, deve alzarsi anche tre o quattro volte per notte per muovere nel letto il ragazzo miodistrofico, o portano nel bagno e puliscono, sempre con il sorriso sulle labbra, persone che non sono autonome. Rimango impressionato dall’amore di chi lascia un buon lavoro e va in pensione prima del tempo per potersi dedicare ai nomadi. E anche da chi va tutte le sere in stazione per offrire un letto chi non ce l’ha e, nonostante sia stato pestato proprio da coloro che voleva aiutare, continua ad andarci sempre.
Quando penso ai miei fratelli della comunità dai quali prendo lezioni di vita così forti, dico sempre al Signore “Allontanati da me perché sono un peccatoreâ€.

La preghiera
Ripeto sempre ai membri della comunità che per stare in piedi bisogna stare in ginocchio e che sa stare con il povero chi sta tutto con il Signore. Chi non prega non solo non capisce, ma nemmeno capisce di non capire.

Il senso religioso
Un ragazzo è salvo solo se incontra Qualcuno e in questa relazione sviluppa la pienezza di sé, scopre di avere un senso nel mondo, acquisisce un futuro.
Si afferma che l’uomo è un essere razionale. Io dico che non sempre è vero, tante volte l’uomo è un essere irrazionale. L’uomo è un essere religioso, questo invece è sicuro. L’uomo è rapporto con l’Altro e nessun rapporto particolare può essere sopportato se l’uomo prima non trova il rapporto grazie al quale acquista senso ogni altra relazione.

L’epoca gramsciana
Gramsci notò che in Italia la Chiesa era forte sul piano culturale, quindi individuò il primo obiettivo nella distruzione della cultura cattolica. Non occorreva combatterla direttamente, era più opportuno togliere alla Chiesa l’opportunità di fare cultura. In questa prospettiva alla Chiesa viene lasciato l’esercizio della carità, intesa in senso peggiorativo e limitativo. Lo Stato lascia che i preti facciano l’elemosina, riservando a sé il potere di fare cultura. I passaggi per arrivarci sono: l’attività cattolica deve rientrare nel sistema dei servizi pubblici; lo Stato deve potere somministrare metadone ed eroina, in modo da svuotare e spegnere le comunità di recupero che hanno come punto di riferimento la visione cristiana dell’esistenza; alla scuola cattolica non viene concessa una parità autentica ma solo di facciata. Quest’azione è accompagnata da un’opera da “gas soporiferoâ€, in modo che la Chiesa sia neutralizzata e non riesca più ad avvicinarsi al mondo dei giovani. Siamo cioè arrivati agli obiettivi indicati da Gramsci, uno dei comunisti più acuti e intelligenti che la storia registri.

La Chiesa
Lo scopo è che la Chiesa diventi prossima ad ogni persona attraverso comunità missionarie che, salvate da Cristo, diventano contagiose per gli altri, riescono a far innamorare di Cristo. In gran parte oggi il cammino pastorale viene indicato dall’alto. I preti e i laici sono la cinghia di trasmissione e tutti insieme si dovrebbe camminare sulla linea tracciata, che però molte volte non risponde alla vita reale. Prima di fare le strade è bene guardare dove passa la gente, altrimenti le strade nuove rimarranno deserte e i sentieri percorsi saranno lasciati senza cura. Il metodo dovrebbe essere esattamente il rovescio: promuovere la comunione, ringraziare e accogliere le comunità suscitate dallo Spirito, fare in modo che questa vita si dilati, si sviluppi e arrivi a rendere responsabili tutti i cristiani.

La politica
I cattolici devono impegnarsi al massimo in politica, devono costruire la città terrena, però la devono costruire con il coraggio della verità di cui sono portatori. Capisco che i programmi di governo debbano essere mediati con forze politiche che non sono cristiane. È però importante che il politico cristiano non abbia dentro di sé compromessi o secondi fini e che, oltre alla purezza delle intenzioni, compia i fatti; sono gli atti concreti che modificano la vita e la storia. Il politico cristiano non deve essere prigioniero di altri criteri che non siano quelli della fede e del Corpo mistico di Cristo. Se i cattolici sono impegnati in diversi partiti, devono però ritrovarsi uniti intorno ai valori della loro concezione di vita. Ma l’impegno deve essere a tradurre nei fatti questi valori, a trasformarli in legge. A questo proposito sono un po’ pessimista. Mi sembra che spesso i cattolici obbediscano più alle logiche del partito in cui militano e si dimentichino dei valori che dovrebbero promuovere.

I santi della carità
Questa società non ha obiezioni contro i santi della carità, in fondo la aiutano a coprire le sue contraddizioni. (…) Voglio dire che la carità del singolo non basta: solo un popolo che vive la giustizia può cambiare la storia.

3 Responses

  1. Bellissimi questi pensieri… ti cito sul mio blog.
    Ciao!

  2. [...] Valerio Lessi  ha selezionato una piccola antologia, che riprende aspetti del personaggio forse non troppo conosciuti neppure da chi ne seguiva più da vicino le attività. __________________________ [...]

  3. La sua vita,le sue opere…..sempre nei nostri cuori!!!
    Grazie D.Oreste!!!!!!!

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